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26 settembre 2026

È il momento magico, unico nella giornata, i bagnanti hanno lasciato la spiaggia ed il popolo della sera, quello che si diverte tra una consumazione ed una canzone, non è ancora apparso.

In queste località turistiche quest’attimo è riempito dal solo mare, con il suo ripetitivo suono delle onde che si infrangono ed allagano la battigia.

Sembra un momento inutile ma è invece l’unico che ti mette in contatto con il mare e soprattutto con te stesso.

Tranquilli, non vieto le vacanze a nessuno, sto parlando di recuperare quella dimensione interiore che spesso tralasciamo.

Un momento di solitudine.

La solitudine non ha solo un’accezione negativa, ne ha anche una positiva: ritrovarsi con se stessi.

A proposito dell’importanza della solitudine cito Vito Mancuso – proprio recentemente ho ascoltato una sua conferenza – che a sua volta cita la seguente frase di Hannah Arendt:

“Noi che abbiamo fatto esperienza delle organizzazioni totalitarie di massa, sappiamo che Il loro primo interesse è eliminare qualunque possibilità di solitudine.”

Tutti sappiamo che Hannah Arendt aveva vissuto l’esperienza diretta con il nazismo.

Perché la solitudine è così importante?

Perché è così importante al punto che è temuta da un regime?

In realtà il vero timore è verso il pensiero.

Il primo obiettivo di un totalitarismo è abbattere qualsiasi forma di pensiero individuale.

La solitudine ed il pensiero sono legati.

Il pensiero nasce solamente se si coltivano momenti di solitudine.

Quando siamo soli con noi stessi formuliamo pensieri.

Sto parlando del pensiero più alto, quello dal quale scaturiscono idee che hanno il potere di cambiare il modo di vedere la vita, a volte anche la storia.

Non rinunciamo ai nostri momenti di solitudine ed alla nostra vita interiore.